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Il Palazzo di Charlottenburg – La perla barocca di Berlino

Il Palazzo di Charlottenburg – La perla barocca di Berlino

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Il Palazzo di Charlottenburg, uno dei luoghi più incatenvoli di Berlino.

Uno dei luoghi più belli da visitare a Berlino è il Palazzo di Charlottenburg. Situato a nord-ovest rispetto al centro città, il palazzo è uno splendido esempio di architettura barocca del XVII secolo.

I suoi giardini si estendono per 55 ettari e valgono decisamente una passeggiata: in essi si combinano elementi del giardinaggio barocco, rococò e romantico.

UN PALAZZO COME SIMBOLO DI UNA NUOVA ERA

La costruzione del Palazzo di Charlottenburg venne avviata alla fine del XVII secolo, periodo in cui la Prussia iniziò a prendere forma. Sono gli anni in cui un’antica Marca con radici medievali, il Brandeburgo, divenne un regno. Uno dei simboli di quella trasformazione fu proprio la costruzione del Palazzo di Charlottenburg.

Federico I di Prussia – il primo re prussiano – decise di costruire una nuova residenza fuori dalla sua capitale, Berlino, facendo sfoggio delle sue aspirazioni di grandezza.

Fu però  Il nipote del primo Federico, Federico II il Grande, a rendere la Prussia una potenza temuta in tutta Europa e grazie a lui Berlino uscì definitivamente dalla marginalità della storia.

Federico il Grande risiedette nel palazzo di Charlottenburg e da qui governò durante i suoi primi anni sul trono, almeno fino alla costruzione del Palazzo di Sanssouci a Potsdam.


LA REGINA LUISE, IL CUORE DI UN RE E IL PRIMO IMPERATORE

Un’altra importante figura della monarchia prussiana che visse a Charlottenburg fu la regina Luise

Nacque prima che l’idea di unificare la Germania sotto un’unica bandiera guadagnasse molti seguaci, e diventò dopo la sua morte prematura uno dei simboli del nazionalismo tedesco.

Suo figlio, il Kaiser Guglielmo I, diventò il primo imperatore tedesco, alimentando il mito della madre come incarnazione di tutte le virtù prussiane.

Luise fu una figura molto popolare e alcuni storici l’hanno paragonata a Lady Diana d’Inghilterra. Il suo mausoleo, costruito per volontà del marito, è visitabile all’interno del parco del Palazzo di Charlottenburg.

Lì sono stati sepolti nei decenni successivi anche:

  • suo marito, Federico Guglielmo III di Prussia, chiamato il Re Pio;


  • il cuore del figlio Federico Guglielmo IV, detto il Romantico;


  • i resti dell’altro suo figlio, il Kaiser Guglielmo I.

IL PALAZZO DI CHARLOTTENBURG DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE E IL DOPOGUERRA

Il palazzo cessò di essere utilizzato dalla famiglia reale alla fine del XIX secolo. Le bombe della Seconda Guerra Mondiale distrussero il 60% dell’edificio, ma, fortunatamente, gran parte dei mobili e dei dipinti vennero messi in salvo in bunker e seminterrati.

Nei primi mesi dopo la fine della guerra, i berlinesi saccheggiarono le rovine in cerca di materiale per riscaldare le loro case. Quasi 250 anni dopo l’inaugurazione del palazzo come simbolo dell’aspirazione di grandezza della Prussia, Charlottenburg divenne un esempio inequivocabile della totale sconfitta di quella ambizione.

UN NUOVO INIZIO PER IL CASTELLO DI CHARLOTTENBURG?

Quando oggi ci troviamo di fronte al palazzo, è difficile immaginare che quello che si ammira non abbia nemmeno 100 anni. Sono le fotografie della fine degli anni ’40 e dei primi anni ’50 a confermarcelo: l’imponente edificio di oggi ha solo pochi decenni.

Il Palazzo di Charlottenburg fu gravemente colpito, così come il Palazzo Reale di Berlino sull’Isola dei Musei, dai bombardamenti alleati durante la guerra. Dopo la guerra la ricostruzione degli edifici storici non era una priorità: occorreva dare una casa ai milioni di tedeschi che avevano perso tutto.

I due palazzi in rovina rappresentavano un tempo passato. La monarchia era caduta nel 1918. La Germania, amministrata dai sovietici, dagli americani, dagli inglesi e dai francesi aveva bisogno di guardare avanti. Che il castello di Charlottenburg sia stato ricostruito è un piccolo miracolo.


RICOSTRUIRE UN SIMBOLO DI MILITARISMO E NAZIONALISMO IMPERIALE?

Nel 1945 Hans Scharoun – l’architetto che anni dopo avrebbe progettato la celeberrima Filarmonica di Berlino – divenne ispettore edilizio per il comune di Berlino e chiese alle autorità alleate di cercare di salvare i palazzi della città.

Il suo unico alleato fu la direttrice della fondazione responsabile dei palazzi prussiani a Berlino, Margarite Kuehn, però entrambi ricevettero questa riposta ufficiale dalle autorità alleate: “Non è nostro compito salvaguardare gli edifici che sono solo un’espressione dell’imperialismo prussiano”.

I comandanti delle quattro potenze condividevano questo punto di vista e ricordare la Prussia non era consigliabile nell’immediatezza del dopoguerra. Fra le altre cose, nel 1947, gli Alleati decretarono la dissoluzione definitiva della Prussia, nata nel XVI secolo per poi imporsi come potenza continentale. Questa fu l’argomentazione: “Lo Stato della Prussia, (…) è sempre stato il veicolo del militarismo e conservatorismo in Germania”.

UN MIRACOLO DELLA GUERRA FREDDA: LA RICOSTRUZIONE DEL CASTELLO DI CHARLOTTENBURG

Fu la divisione della città che salvò il Palazzo di Charlottenburg. Nel 1948 Berlino venne suddivisa in due municipalità con ideologie diverse. Il Palazzo Reale di Berlino venne a trovarsi nella zona controllata dai sovietici, mentre quello di Charlottenburg rimase nell’area britannica.

I comunisti a Berlino Est decisero nel 1950 di far esplodere con cariche di dinamite la rovina del Palazzo Reale. Fu un’azione in linea con la percezione che fino ad allora avevano condiviso con i loro alleati occidentali. 

I tempi, però, stavano cambiando. Per l’Occidente, improvvisamente, non fu più centrale cancellare le tracce dell’imperialismo prussiano, ma differenziarsi dall’imperialismo stalinista sovietico.

A Berlino Ovest si decise, pertanto, di essere più rispettosi del patrimonio architettonico e iniziò il processo di conservazione delle rovine del Palazzo di Charlottenburg, che avrebbe poi portato alla sua ricostruzione.

Gli americani, gli inglesi e i francesi non vedevano più Charlottenburg come simbolo di un regno nemico, ma come un’opportunità per dimostrare di essere migliori dei sovietici; così, la Guerra Fredda e la storia del Muro di Berlino permisero al rococò prussiano di recuperare una delle sue perle.


LA RICOSTRUZIONE DEL PALAZZO DI CHRALOTTENBURG

“Vedere l’edificio in rovina non è stato desolante, perché davanti a me avevo sempre l’aspetto intatto di ieri e quindi anche l’aspetto restaurato di domani”. Margaret Kuehn.

Tra il 1943 e il 1945, più di 1700 edifici storici furono sistematicamente fotografati per ordine di Adolf Hitler. Quel mezzo milione di diapositive hanno salvato per le generazioni future le immagini del patrimonio che sarebbe andato perduto durante la guerra.

Tra queste fotografie c’erano anche 400 fotografie del Palazzo di Charlottenburg.
Per questo, la ricostruzione non si è limitata al solo rifacimento delle facciate, ma ha incluso anche molti degli spazi interni.

Gran parte dei mobili e dei dipinti sono tornati nelle stanze del palazzo e oggi si può passeggiare per le sue sale con la sensazione che nulla sia andato perduto.


VISITARE IL PALAZZO DI CHARLOTTENBURG OGGI

A Berlino ci sono almeno 36 palazzi, tra grandi e piccoli. Alcuni, come quelli dell’Isola dei Musei, sono solo facciate che ricordano quello che rappresentavano una volta; altri, come quello di Koepenick o di Glienicke, si trovano lontani dal centro. Il Palazzo di Charlottenburg, invece, è situato in una posizione centrale ed un edificio che ci permette di rivivere il XVIII e il XIX secolo.

Vale la pena visitarlo sia all’esterno, per ammirare la sua facciata e i suoi bellissimi giardini, che all’interno per scoprire le sue sontuose stanze.

Mentre l’ingresso ai giardini è gratuito, il palazzo ospita un museo a pagamento.
Oltre a ciò, intorno al palazzo si trovano due importanti musei di Berlino di pittura che sarebbe peccato tralasciare:

Museo Berggruen: una collezione eccezionale di Picasso, Giacometti, Klee e altri classici moderni;

Museo Scharf-Gestenberg: con opere di Goya, Magritte o Dalí e il mondo del Surrealismo.

COME RAGGIUNGERE IL PALAZZO DI CHARLOTTENBURG

  • In metro: linee U2 stazione Sophie Charlotte Platz e U7 Richard Wagner Platz (in entrambi i casi si deve camminare per più di 1 chilometro).

  • In autobus: linea M45, fermata Schloss Charlottenburg.

  • Con i nostri Tour Privati di Berlino.
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